Pagare le imposte mediante cessione di opere d'arte

PAGARE LE IMPOSTE MEDIANTE OPERE D’ARTE: UN’OPPORTUNITÀ ANCORA POCO CONOSCIUTA

Sapevi che è possibile pagare le imposte mediante cessione di opere d’arte?

L’11 Ottobre ho pubblicato su Aisopos un articolo interessante, relativo al pagamento delle imposte mediante opere d’arte. Una pratica molto poco conosciuta, utilizzata nell’ambito della consulenza fiscale a imprese e privati.

Pagamento imposte con opere d’arte

La possibilità di effettuare il pagamento delle imposte tramite cessione di “beni culturali” è presente in Italia sin dal 1982 con la Legge n. 512 del 2 agosto; eppure la sua esistenza ed applicabilità è pressoché sconosciuta, sia tra i contribuenti nonché tra gli operatori del settore quali gli esperti tributari.

Le motivazioni sono da riscontrarsi dalla scarso interesse manifestato nella sua divulgazione da parte dello Stato e dalla dottrina, oltre che dalla farraginosa procedura, la quale prevede l’intervento, imprescindibile, di una Commissione interministeriale, che è risultata, almeno fino al 2014, poco operativa. Tale ridotta attività della Commissione viene rilevata, tra l’altro, sulla base di ridottissimi dati statistici a disposizione, che alla data del 1991 (quindi dopo circa 9 anni dall’entrata in vigore della norma), contava solo 53 proposte di cessione di beni culturali a scomputo delle imposte di successione ed imposte dirette.

Normativa pagamento imposte mediante cessione di beni culturali

Nello specifico, gli articoli 6 e 7 della L. 512/82 e successive modificazioni ed integrazioni (con introduzione dell’articolo 28-bis del Dpr 602/73) prevedono la possibilità di offrire allo Stato, beni di interesse culturale, per il pagamento parziale o totale, rispettivamente, delle imposte di successione e le imposte dirette.

Oggetto di cessione possono essere i “beni culturali” indicati all’art. 10 del D.lgs 42/2004 e successive modificazioni, nonché, le opere di autori viventi o la cui esecuzione risalga anche ad epoca inferiore al cinquantennio e di cui lo Stato sia interessato all’acquisizione.

Come pagare le imposte con opere d’arte

La procedura, prevede da parte del proponente la cessione dei beni culturali, l’invio di una raccomandata (o PEC) agli organi periferici del Ministero competenti per materia e per territorio di residenza.

Il contenuto della proposta, rivisto nella circolare n. 23 del 17/7/2015 del Ministero dei beni e delle attività culturali, viene esaminato dall’ufficio periferico, il quale, dopo aver istruito la pratica, esprime un proprio parere e valutazione ed invia il fascicolo alla Direzione generale competente.

La decisione finale viene presa dalla Direzione generale sulla base del parere della Commissione Interministeriale.

Il decreto di accettazione o di rifiuto deve essere promulgato entro sei mesi (termine che non risulta a pena di decadenza in quanto di natura ordinatoria) dalla proposta e notificato al proponente, il quale, in caso di esito positivo, avrà due mesi per accettare (il termine è da considerarsi perentorio).

Se le opere valgono di più delle imposte da pagare?

Si deve evidenziare che la cessione di beni culturali riferita al pagamento delle imposte di successione prevede (art. 6 L. 512/82) “qualora il valore dei beni ceduti superi l’importo dell’imposta, al cedente non compete alcun rimborso per la differenza; ove il valore dei beni ceduti sia inferiore all’importo dell’imposta e degli accessori, il cedente è tenuto al pagamento della differenza”.

In senso differente, è il caso di pagamento di imposte dirette (art. 7 L. 512/82) in quanto ”dopo il trasferimento dei beni, l’interessato puo’ chiedere il rimborso delle imposte eventualmente pagate nel periodo intercorrente tra la data di presentazione della proposta di cessione e quella di consegna dei beni o della trascrizione…”.

Da quanto sopra indicato, non ci sono dubbi nell’affermare che le caratteristiche della procedura siano tali da scoraggiare anche i piu’ intraprendenti e volenterosi contribuenti, che, a fronte di debiti tributari (molto spesso imposte di successione) sarebbero ben disponibili a cedere opere d’arte, talvolta ereditate.

Perché il pagamento delle imposte con opere d’arte è scoraggiante

I risultati dell’applicazione della norma sono evidentemente poco incoraggianti, anche confrontandoli con quelli in vigore per esempio in Francia, ove l’analogo strumento giuridico per il pagamento delle imposte tramite cessione di beni culturali (noto come “Legge sulle dazioni”) è ben conosciuto ed utilizzato dai contribuenti ed ancora piu’ dai collezionisti ed artisti.

In ultimo, le motivazioni dello scarso successo dell’utilizzo della norma in Italia sono non solo procedurali, in quanto, non puo’ non essere evidenziato il poco interesse da parte dello Stato, ad acquisire opere d’arte in luogo della immediata disponibilità finanziaria, al fine di sopperire la cronica ricerca di risorse finanziarie per tentare di contenere l’elevato debito pubblico.

Dr. Alberto Traballi
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